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venerdì 24 febbraio 2017

Cronaca mercoledì 23 novembre 2016 ore 09:59

Evasione fiscale nei campi boe gestiti in nero

La Guardia di Finanza ha scoperto importi non dichiarati per più di 500mila euro, oltre 800 imbarcazioni fatte attraccare a nero

PORTOFERRAIO — Una maxi operazione della Guardia di Finanza ha passato sotto la lente d'ingrandimento i campi boe dell'isola d'Elba scovando un'evasione fiscale di mezzo milione di euro, oltre all'impiego di lavoratori in nero.

Le Fiamme Gialle hanno passato al setaccio tutte le attività svolte sulla costa, concentrandosi prevalentemente su quei soggetti che operano nella gestione del noleggio di posti barca a mezzo boe marine ancorate al fondale. 

"In via generale - spiegano dal comando provinciale di Livorno - i soggetti che svolgono l’attività di gestione di complessi destinati all’ormeggio, effettuata sia in aree attrezzate, sia presso i porti turistici, devono essere in possesso della concessione demaniale e di idonea documentazione che delimiti l’area in uso; con la concessione demaniale il soggetto titolare acquisisce il diritto allo sfruttamento, per fini di carattere pubblico, di un determinato spazio del demanio marittimo". 

Sul comprensorio elbano risultano attivi circa 20 campi boe, gestiti sia nella forma di ditte individuali sia di circoli nautici che di strutture ricettive quali campeggi e hotel che noleggiano boe ai propri clienti. 

Il volume d’affari mediamente dichiarato risultava essere di modesta entità ma, in seguito delle risultanze dell’attività di monitoraggio dei militari, sono state approfondite le posizioni fiscali di 6 esercenti. Di questi, all’esito dei controlli, sono state constatate per l’anno in corso ed per i quattro precedenti, periodi d’imposta gravi e ripetute violazioni alla normativa fiscale a carico di 3 soggetti.

I riscontri hanno permesso di rilevare che due delle tre ditte, pur essendo obbligate alla certificazione dei corrispettivi ed operando da anni nel settore, abitualmente non emettevano le previste ricevute fiscali. 

Le Fiamme Gialle hanno quindi ricostruito le prestazioni rese e hanno constatato ricavi non dichiarati all'Erario ammontanti a più di 500mila euro, con la mancata emissione nell’arco dei cinque anni di oltre 800 ricevute fiscali per i relativi attracchi alle boe galleggianti. 

"Solitamente - spiegano i militari - nell’ormeggio a mezzo boa marina, l’attività espletata consiste sia nel noleggio della boa che nel traghettamento del cliente dal molo all’imbarcazione, per un prezzo che varia dai 20 ai 60 euro al giorno, a seconda delle dimensioni del natante e del periodo dell’anno. 

Il posto barca può essere dato in uso al diportista sia per un breve periodo di tempo che per tutta la stagione, al termine della quale l’imbarcazione viene generalmente alata e rimessa nei vari cantieri navali dell’isola". 

L'attività di controllo ha permesso, inoltre, l’individuazione di due lavoratori in nero. In questo caso, i buoni lavoro (cd. voucher) utilizzati dal datore di lavoro per regolarizzare la prestazione lavorativa dei due soggetti recavano una data di inizio della prestazione di molto successiva rispetto alla data effettiva. 

Ormeggi boe
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