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martedì 27 giugno 2017

Politica mercoledì 14 dicembre 2016 ore 14:19

Dopo la sentenza la banca batte cassa ai Comuni

Dopo la rinuncia al ricorso davanti al Tar la Cassa di Risparmio di Firenze chiede indietro il milione e duecentomila euro anticipati all'ex Unione

PORTOFERRAIO — Comincia a formarsi la fila dei creditori davanti alle porte dei municipi elbani dopo la doppia sentenza del Tar che certifica il piano di successione dell'ex Unione dei Comuni.

Con la rinuncia di Portoferraio prima e con il parere negativo sul ricorso di Marciana Marina poi, infatti, cominciano a farsi avanti i creditori che, potendo ora poggiare le proprie pretese su un piano di successione certificato dalla magistratura, fanno valere i propri diritti e chiedono quanto dovuto.

Il primo e più ingente creditore è la Cassa di Risparmio di Firenze, allora istituto scelto per attendere alla tesoreria dell'ente, che per conto dell'Unione aveva anticipato 1.197.570 euro che ora chiede indietro.

E lo chiede a tutti i comuni con una lettera redatta dallo studio legale milanese Sica, composto dal professor Marco Sica e dagli avvocati Francesca Sica e Paolo Borghi, e pervenuta oggi ai protocolli delle amministrazioni, che senza giri di parole intima: "Stante il lungo tempo trascorso dall'invio dell'intimazione di pagamento in data 22 marzo 2016 rimasta priva di riscontro, con la presente, a valere quale costituzione in mora ad ogni effetto di legge, sono a ricordare a ciascuno dei comuni della disciolta Unione dei Comuni l'obbligo di pagare la propria quota del debito oltre a interessi e rivalutazione monetaria.

Tale richiesta viene formulata anche in considerazione che il Tar della Toscana ha recentemente richiamato improcedibile per carenza di interesse il ricorso promosso dal Comune di Portoferraio avverso la deliberazione della Giunta Regionale toscana avente ad oggetto la presa d'atto del Piano di Successione e subentro predisposto dal commissario straordinario dell'Unione dei Comuni.

Vorrete pertanto provvedere al pagamento entro e non oltre trenta giorni dalla ricezione della presente, preannunciandovi che in difetto provvederò a dare corso al mandato già ricevuto per il recupero del credito della banca e per la tutela di ogni diritto conseguente al vostro perdurante e ingiustificato inadempimento con aggravio di spese legali a vostro carico".

Il debito da 2 milioni di euro verrà diviso fra le amministrazioni sulla base del criterio di popolazione al 31 dicembre 2011, con il 40% della somma da versare in capo a Portoferraio e, a seguire, gli altri comuni.

Un'ingiunzione che potrebbe essere la prima di una lunga serie e che getterà altra benzina sul fuoco della situazione politica elbana che si avvia a vivere una vera crisi istituzionale con sei amministrazioni sul piede di guerra contro il capoluogo.

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