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sabato 23 settembre 2017

Politica lunedì 11 settembre 2017 ore 11:34

"Case popolari, ecco di chi sono responsabilità"

L'assessore portoferraiese Adalberto Bertucci

L'assessore Bertucci risponde con una dura nota alle osservazioni del capogruppo PD: "Dimenticano i loro dieci anni di governo"

PORTOFERRAIO — Una dura risposta alle accuse ricevute sulla gestione del bando per l'edilizia residenziale pubblica del comune di Portoferraio. A fornirla oggi è Adalberto Bertucci, Assessore alle Politiche della Casa e del Sociale del Comune di Portoferraio cn una nota indirizzata alla stampa.

"Il consigliere Pellegrini - si legge nella nota -  come al solito, ha come unico obiettivo fomentare la confusione dimenticando le responsabilità gravi che lei ed il suo partito si sono assunti in dieci anni di governo. Prima di entrare nel merito volevo dire all’ ex Vicesindaco e Assessore alle Politiche Sociali e della Casa, che fortunatamente la (sua) Regione è riuscita a preparare un bando dell’Erp con nuove regole condivise immediatamente dalla nostra Amministrazione, e augurandoci che, a differenza del precedente bando, i nostri concittadini abbiano il dovuto riconoscimento dell’appartenenza Portoferraiese.

Chiudo con un velo di polemica: come ex Assessore - sottolinea Bertucci -  non dovresti sapere che fomentare a livelli così bassi il cittadino diventa un boomerang? Boomerang che potrebbe dimostrare che nei tuoi 10 anni di Assessore alle Politiche della Casa hai avvantaggiato qualcuno invece di altri. Spero che in futuro i tuoi attacchi siano più mirati a cose vere e non a “fantapensieri” di chi non ricorda il passato, e di chi ha sempre un boccone amaro in bocca (Elezioni 2014).

Nel passato fu organizzata una struttura sociale transitoria con dipendenti più un’ingegnere come Posizione Organizzativa : come dire che facevate assistenza sociale invece che governare, ma tu consigliere Pellegrini avevi la funzione di Assessore non di assistente sociale, ed eri quindi fortemente condizionata dalla tua forma mentis oltre che dalla memoria corta!

Per chiarezza:

  1. Le domande sono a disposizione dei cittadini;
  2. Le domande sono in pratica standardizzate a livello regionale;
  3. Le domande debbono essere redatte dai cittadini, non certo dagli uffici comunali; estremizzando si potrebbe addirittura affermare che gli uffici è bene che non conoscano chi fa la domanda perché poi dovendole valutare deve essere evitata una qualsiasi possibilità di formazione di pregiudizi;
  4. Come per molte altre fattispecie, può piacere o meno, il cittadino deve rivolgersi ai patronati o altri soggetti che possono aiutarli; comprendiamo possa essere problematico ma così è per qualsivoglia domanda ad enti pubblici; comunque sia, è sempre possibile richiedere chiarimenti di ordine generale, non certo richiedere consiglio in merito alle specifiche condizioni di un qualsiasi nucleo familiare; infine ovviamente non valuteremo con l’accetta, ma con la massima attenzione avendo cura di individuare errori e per quanto possibile chiederemo chiarimenti o integrazioni.

Detto questo e per tornare all’incipit delle responsabilità credo sia sufficiente ricordare che nel 2004 l’amministrazione comunale aveva oltre 90 dipendenti, nel 2014, dopo 10 anni di governo del PD e della Pellegrini ne aveva poco più di settanta, c’era un assistente sociale e questo nel 2014 non c’era più.

Provvederemo anche a ricostituire un ufficio casa se disporremo della forza lavoro necessaria fermo restando che deve essere chiara una cosa: il Comune non deve dare la casa a tutti, non può sottostare ad una logica assistenzialista (già evidenziata negli scorsi giorni da Fratini) infatti grazie a loro ha finito per fare di Portoferraio un servizio sociale dell’intera isola esentando gli altri da case popolari e soluzioni per l’emergenza abitativa; fermo restando che  - conclude l'assessore - consiglierei cautela nella prassi di richiamare rispetto delle leggi e della trasparenza nella assegnazione delle case".

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