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lunedì 29 agosto 2016

Politica lunedì 25 gennaio 2016 ore 16:01

"Anche dall'Elba diciamo sì alle unioni civili"

Il PD elbano rilancia il tema che ha riempito le piazze di tutt'Italia e anche dall'isola arriva un chiaro appoggio al Ddl Cirinnà sulle unioni civili

PORTOFERRAIO — Anche dall'Elba si alza uno spiraglio arcobaleno. E' il Pd Elba a rilanciare, il giorno dopo che migliaia di persone sono scese in piazza, il tema delle unioni civili e appoggia il ddl Cirinnà che le regola. 

"Ogni giorno siamo pronti a difendere quello che riteniamo il nostro piccolo giardino, siamo sempre pronti a postare le nostre più care e aspre critiche sui social network e a scrivere sui giornali on line locali.

Ma quando una volta tanto - scrivono dal partito elbano - abbiamo la possibilità di non scagliarci più contro nessuno, quando abbiamo la possibilità e il dovere di dire che forse davvero, oggi, qualcosa sta cambiando, quando il nostro Paese ha forte volontà di dire si alle unioni civili, e quindi diciamolo, ha la possibilità di dire si alla libertà, si all'amore, si alla vita, tutti, clamorosamente stiamo zitti. 

Si può essere contrari, oppure favorevoli, ma perché quasi nessuno in questa piccola isola ne parla? Sabato in molte città di Italia molti di coloro che non stanno a guardare silenziosi ciò che gli accade intorno, sono scesi nelle piazze per dire #svegliaitalia, "è ora di essere civili".

Tocca dare ragione al Pd elbano su questo appunto: a parte il sindaco di Marciana Marina, Andrea Ciumei, poco o niente si è sentito dalle istituzioni elbane, ancora impegnate a riprendersi dallo scontro sulla tassa di sbarco, sul tema che ha occupato la discussione pubblica in tutto il Paese.

"Noi oggi, come Partito Democratico dell'Isola d'Elba, auguriamo che al più presto venga approvato il ddl sulle unioni civili, vogliamo essere dalla parte di chi riconosce i diritti e i doveri di tutti, dalla parte di chi tutela la famiglia in tutte le sue forme, sia essa composta da due uomini, da due donne o da un uomo e una donna, noi siamo dalla parte della "stepchild adoption" e quindi dell'adozione co-parentale di bambini nella coppia, noi siamo dalla parte di un'Italia che sceglie di cambiare veramente. 

Ad oggi, siamo gli unici tra i paesi fondatori dell'Unione Europea a non aver fatto un passo avanti per il riconoscimento dei diritti delle coppie omossessuali. 

Ammettere finalmente che il legame tra due persone è libero ed è difeso, è un importante passo per un Paese che ascolta ciascun suo cittadino, che lo tutela, che lo rispetta, è uno Stato che difende tutti i suoi figli, è uno Stato che non ammette discriminazioni, ed ora è giunto davvero il momento di svegliarsi".

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