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domenica 26 marzo 2017

Politica venerdì 16 settembre 2016 ore 16:25

"Altro che polverone, la giunta sapeva e ha colpe"

La minoranza PD interviene sul caso dei parcheggi costieri e attacca la giunta Ferrari: "Ci sono colpe precise, si prendano le loro responsabilità"

PORTOFERRAIO — "La maggioranza attacca il gruppo di opposizione del PD e lo accusa di alzare un polverone sulla questione dei parcheggi posti sotto sequestro e se ne tira fuori dichiarando che il Comune non ha alcun titolo in questa operazione. 

Niente di più falso. I parcheggi li ha voluti proprio la giunta comunale e l'elenco di illegittimità commesse dal Comune è imbarazzante. I parcheggi spiagge non erano previsti nel regolamento urbanistico vigente e quindi non potevano essere autorizzati, neanche temporaneamente, per mancanza della conformità urbanistica. 

Peggio: il consiglio comunale di Portoferraio con delibera aveva esplicitamente votato contro la realizzazione di due di essi, uno perché l'area era di possibile interesse pubblico, uno perché improcedibile. Quello a cui il consiglio ha detto esplicitamente no è stato tranquillamente realizzato, fregandosene del voto dello stesso e delle norme urbanistiche che non lo consentivano.

L'altro è stato ammesso al bando e non si è realizzato solo per il parere contrario del Parco Nazionale. Nel bando con cui sono stati previsti, è stata ventilata un'urgenza che non esiste e che non poteva essere dichiarata con un atto dirigenziale. Le aree destinate a possibili parcheggi dovevano avere delle inderogabili caratteristiche, come assenza di necessità di interventi di eradicamento di alberi e di arbusti di altezza superiore a 1,50. 

Sono state tagliate piante alte decine di metri (pini marittimi protetti), è stata eradicata macchia mediterranea protettissima dalle norme regionali. Il comune doveva vigilare, in base al suo stesso bando. Non solo non ha controllato, ma ha detto che tutto andava bene.

I parcheggi dovevano avere rampe di entrata ed uscita ed erano ad unica rampa, in un caso con pendenza superiore al 10%, che non ci sembra conforme agli indirizzi del bando. Il Comune aveva, per legge, il compito di trasmettere alla Soprintendenza le istanze dei privati per il parere di competenza e non lo ha fatto. 

Le aree sono sottoposte a vincolo paesaggistico e rientrano nei limiti della legge Galasso. Il Comune, in ogni caso, non poteva autorizzare ciò che non è conforme a livello urbanistico. Il comune ha invocato la provvisorietà: provvisoria è una baracca di cantiere, non una permanente trasformazione del territorio con tanto di eradicamento di piante adulte e massicce movimentazioni di terra, le cui conseguenze potranno essere valutate solo con le prossime piogge. 

A tutto questo aggiungiamo, se il Comune aveva ricevuto in data 10 agosto la lettera della Sovrintendenza che segnalava anomalie, come ha potuto dichiarare in consiglio comunale il 2 settembre che i lavori effettuati per la realizzazione delle parcheggi erano stati eseguiti nel pieno  rispetto delle regole? 

Poi ci sono le stranezze: Marini asserisce pubblicamente che la pulizia dell'area di Acquaviva è stata avviata con una pratica dell'ottobre 2015. Peccato che il bando della giunta sia di febbraio 2016. Un caso di straordinaria preveggenza. 

Come si vede le responsabilità del Comune sono assolute e totali. Invitiamo Marini e la giunta a non fare come Bertoldo, che chiese di essere impiccato ad una pianta di cavolo, ma ad assumersi le proprie responsabilità, che in questa vicenda sono gravissime e pesanti". 

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