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venerdì 25 maggio 2018

Attualità giovedì 19 aprile 2018 ore 16:02

Piano sanità, le considerazioni del comitato

Una lunga nota di "Elba Sanità" mette in evidenza una serie di proposte che dovrebbero essere contenute nel nuovo patto territoriale



MARCIANA MARINA — Il piano sanitario riguardante un’Isola deve tenere conto di alcune caratteristiche: sicurezza e qualità da offrire alla popolazione stanziale e turistica.

Di conseguenza è indispensabile avere un Presidio Ospedaliero, unico ospedale insulare, efficiente in grado di far fronte all’emergenza- urgenza e a tutte quelle situazioni che statisticamente possono presentarsi con un’utenza variabile da 33.000 a 300.000 presenze, tenendo conto delle avversità meteo.

A livello internazionale, Paesi come Spagna, Francia investono molto per organizzare un servizio efficiente sanitario nelle Isole (v. Canarie, Polinesia Francese).

Il Piano Sanitario proposto da Portoferraio basato prevalentemente su “equipe itineranti” implica una fragilità del sistema che alla minima difficoltà andrà in crisi (come già accaduto numerose volte).

Occorre modulare tra personale stanziale ed itinerante. Ad es. per specialità particolari va bene far riferimento a risorse provenienti dalla Rete Aziendale. Occorre rendere appetibile l’Elba, anche con incentivi di “carriera” ed agevolare coloro che vogliono venire a lavorare sull’Isola.

L’Isola d’Elba deve essere dotata di un’Unità Operativa Complessa di Chirurgia generale valida, capace di affrontare interventi programmati e in urgenza. Ovvio che è indispensabile avere un direttore preparato (Primario), capace di fare da guida, da maestro che sa far crescere una squadra.

Una chirurgia di buon livello rappresenta un supporto valido nell’emergenza-urgenza anche per gli altri reparti: Pronto Soccorso, Ortopedia- Traumatologia, Ostetricia- Ginecologia.

Si sottolinea che la proposta del Piano Sanitario di Portoferraio di trasformare il Reparto di Chirurgia generale in un’Unità operativa semplice (senza primario) è inadeguata.

Un Ospedale insulare deve avere alcuni pilastri portanti: Pronto Soccorso, Anestesia-Rianimazione, Medicina, Chirurgia, Punto Nascita, Diagnostica per far fronte all’emergenza-urgenza in caso di isolamento per avversità meteo.

Un’area unica medico- chirurgica plurispecialistica è una soluzione che apparentemente nell’immediato può sembrare buona, ma nel prossimo futuro sarà, a nostro avviso, inappropriata in quanto ci sarà un ulteriore accorpamento di reparti, diminuzione di posti letto, con ulteriore diminuzione di personale. Ricordiamo che il rapporto posti letto/abitanti sull’Elba è già ridotto (rispetto al 3,3 per 1000 abitanti residenti).

Si rammenta che l’Elba è diventata dal 2016 Zona Distretto Elba, con un suo budget, con il Presidio Ospedaliero di Portoferraio; l’Elba è in sinergia con tutti i Centri della Toscana, usufruisce e collabora con la Rete Aziendale, ma si deve evitare che le nostre risorse siano sparpagliate altrove!

Forse, se il Piano fosse stato reso noto in questi mesi (come più volte richiesto) si potevano suggerire modifiche in corso d’opera.
Non è mai troppo tardi…


Proposta:
“Rivisitare” alcune parti e completare alcuni aspetti carenti del Piano Sanitario di Portoferraio (es. la reperibilità cardiologica H/24), in tempi brevi, in collaborazione con i Sanitari del Presidio Ospedaliero di Portoferraio, in quanto conoscono meglio di altri le problematiche di un ospedale insulare, informando i Sindaci ed i Cittadini, in base al principio di “trasparenza”.



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