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Attualità giovedì 27 novembre 2014 ore 14:18

Legambiente: "Porto: un condono ammazzapaesaggio"

Presentate da Legambiente le osservazioni al piano regolatore in vista dell'approvazione della variante per il nuovo porto di Marciana Marina

MARCIANA MARINA — Legambiente Arcipelago Toscano ha presentato delle osservazioni al Piano Piano Regolatore Portuale (e contestuale variante al regolamento urbanistico) del Comune di Marciana Marina.

L’associazione non usa mezzi termini: "Il Piano ed il Regolamento, così come presentati prevedono la realizzazione di opere come le due massicciate a sassi adiacenti al lungomare di viale margherita e ipotizzano la sistemazione di pontili galleggianti in aree precedentemente non campite tali da configurare una sorta di “condono” di strutture per le quali la magistratura ha ipotizzato reati di abuso edilizio e mentre sono ancora in itinere provvedimenti giudiziari. Se la Regione Toscana ed il Consiglio Comunale li approvassero si potrebbe parlare, per alcuni aspetti, di una sorta di condono". 

Legambiente lamenta anche una carenze nella motivazione delle scelte effettuate: "In nessuna delle ipotesi presentate si prendono in considerazione ipotesi progettuali diverse da questa sorta di “condono mascherato” per dimostrare che la vera motivazione delle scelte effettuate è dettata da opportunità urbanistiche concrete". 

Per gli ambientalisti, la soluzione definita ottimale adottata dalla maggioranza in Consiglio comunale il 18 agosto, "avrebbe un devastante effetto paesaggistico su uno dei lungomare più belli del Mediterraneo, cambiandone completamente la prospettiva, andando ad occuparne una parte attraverso la regolarizzazione di imbonimenti ed ampliamenti precedenti e snaturando ancora di più un ambiente che ha già subito fin troppe pesanti e caotiche modifiche". 

Inoltre, per quanto riguarda la balneazione, "si propone di violare o di non tener conto, delle norme vigenti riguardanti le aree portuali e le distanze dalle stesse". 

Legambiente è convinta che "occorre mettere ordine in una situazione di disordine che si è tenuta a creare negli anni e prende atto con piacere che l’ottantina di posti barca in più ipotizzati dal Piano sono in realtà una diminuzione di quelli realmente esistenti attualmente nel porto e nella rada in piana stagione. E' del tutto evidente che si sta perdendo l’occasione di trasformare il porto di Marciana Marina in una struttura “verde”, moderna, di ridotto impatto ambientale, cosa che potrebbe essere realizzata con strutture leggere, non impattanti sul paesaggio e l’ambiente".

Legambiente cita i punti critici e li documenta con foto e link: "Erosione massiccia, con abbassamento di quasi due metri della spiaggia della Marina sul lato est verso Piazza della Vittoria, spostamento dei materiali fini sul lato ovest della spiaggia della Marina verso il Moletto del Pesce, migrazione del fondale sabbioso prima presente davanti alla spiaggia della Marina verso l’area portuale, svuotamento a causa dell’effetto vortice della parte ovest della spiaggia di ciottoli accanto al Moletto del Pesce".

«Se a questo si aggiunge che, a detta di molti esperti, il prolungamento della diga foranea del Porto di Marciana Marina sarebbe responsabile, con lo spostamento delle correnti, almeno in parte dello svuotamento della spiaggia di Procchio all’altezza della località La Guardiola – aggiunge il Cigno Verde isolano - si comprende quanto sia necessario rivedere completamente sia gli studi marini che la Vas che accompagnano il Piano del Porto perché non sono né aggiornati, né tengono conto di una situazione pesantemente modificata con forti elementi di degrado in corso che andrebbero almeno mitigati, mentre invece il nuovo gigantesco ed inutile molo sulla testata della diga foranea, i moli sul lungomare così come proposti e la “sanatoria” dei due imbonimenti su Viale Regina Margherita, lo strano e gigantesco piazzale ricavato tra l’attuale diga foranea ed il devastante nuovo molo all’imboccatura del porto rischiano di acuire i rischi già presenti, di implementare l’insicurezza del Paese di fronte alle mareggiate, di rendere difficoltoso l’ingresso nell’area portuale in determinate condizioni meteo-marine, di produrre un ulteriore ed inarrestabile degrado della Posidonia oceanica e di favorire l’inquinamento dell’area portuale, chiudendone inutilmente lo spazio per difenderla da venti poco pericolosi e che non solo soffiano raramente, ma non sono quasi mai presenti in estate, la stagione vocata per le attività di un Porto Turistico».

Legambiente conclude così le sue osservazioni: «Ci pare inoltre che, per quanto sopra esposto, l’intero Piano Portuale di Marciana Marina presenti notevoli elementi di conflittualità con la Legge Urbanistica della Toscana recentemente approvata e con le salvaguardie del Piano di indirizzo territoriale con valenza di Piano Paesaggistico recentemente adottato dalla Regione Toscana e con la Direttiva Habitat e la Direttiva Acque dell’Unione europea».

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