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lunedì 01 maggio 2017

Attualità martedì 22 settembre 2015 ore 10:30

I sindaci: una base di elisoccorso all'Elba

​Lettera aperta a Stefania Saccardi, assessore al diritto alla salute della Regione. I sindaci: subito una base di elisoccorso all’Isola d’Elba.

PORTOFERRAIO — "Caro assessore,

siamo tutti consapevoli che la Sanità costituisce uno dei servizi essenziali cui, in egual misura, hanno diritto tutti i cittadini che comunque ne sopportano gli oneri anche mediante prelievi fiscali di carattere generale. 

Una Sanità che, per essere coerente con le esigenze di una società evoluta, deve assolvere ai principi di appropriatezza dei trattamenti, adeguatezza della prestazioni, tempestività nell’erogazione dei servizi oltre che di agevole accessibilità agli stessi. E questo, anche se è necessario che venga assicurato in tutti gli stadi della prevenzione, della cura e della riabilitazione, maggiormente deve essere salvaguardato nei casi di emergenza-urgenza.

Come sindaci e come cittadini riteniamo che l’economicità della spesa non debba avvenire sempre a scapito dell’entità e qualità dei servizi per il cittadino, ma passare necessariamente attraverso l’attenta politica dei costi e l’adeguata compressione degli sprechi. Così come ritengo pure che il cittadino, nell’ambito del servizio sanitario, non debba essere ancora considerato “paziente” (di pazienza ne ha avuta ormai fin troppa nel corso di vari decenni) ma “cliente” (visto che, come ogni cliente, paga il servizio sia con il versamento delle imposte che con il pagamento di onerosi ticket). 

Alla luce dell’incidente accaduto recentemente all’elicottero Pegaso 2 di Grosseto siamo ancora più convinti della necessità che l’Isola d’Elba diventi una base dell’elisoccorso regionale. L’Elba non ha bisogno di nuove piazzole ma ha bisogno di un elisoccorso stabile sulla nostra isola. E questo può avvenire senza ulteriori costi ma razionalizzando il servizio toscano attuale di elisoccorso.

Infatti attualmente il costo annuo stanziato per l’elisoccorso toscano è di 16,4 milioni di euro comprensivo di tutti gli oneri (dati delibera Giunta Regionale dell’Agosto 2014). Con la situazione attuale di 3 elicotteri (di cui 2 elicotteri per 24 ore e 1 elicottero per 12 ore) si spendono meno di 15 milioni tutto compreso: canone mensile, volato, personale sanitario, servizio antincendio.

L’attuale contratto prevede anche la possibilità di apertura di una 4° base con offerta ed operatore già individuati dal contratto stesso senza necessità di ulteriori gare (165mila euro e 1.400 euro/ora volo). Il contratto scadrà alla fine del 2018 e può essere già oggi rimodulato ai fini di migliorare il servizio e la qualità a ISO-risorse. La rimodulazione costituirebbe inoltre una ottima base statistica per la revisione del nuovo contratto che si andrà a stipulare tra il 2018 ed il 2019.

L’incidente del Pegaso 2 di Grosseto: Il 26 Agosto 2015, vicino a Grosseto, l’elicottero Pegaso 2 dell’elisoccorso di Grosseto, un AW-139 (mezzo da 6.400 kg), durante una operazione di elisoccorso, effettuata a mezzo verricello, il cavo di quest’ultimo, per cause in via di verifica, si tranciava ed il personale medico in calata (medico ed infermiere) cadeva da una notevole altezza, riportando lesioni gravi. La donna infartuata purtroppo non ce l’ha fatta ed è morta. Subito dopo l’incidente, Pegaso 2 è tornato a Grosseto per imbarcare altro personale sanitario ed è tornato sul posto. Intanto la Centrale Toscana Soccorso aveva attivato anche Pegaso 1, partito da Firenze e che ha portato medico e infermiere alle Scotte.

Pegaso 1 (mezzo da 3.500 kg) è riuscito ad atterrare a meno di 20 metri dall’evento mentre Pegaso 2 ha dovuto far ricorso al verricello che purtroppo ha portato all’incidente. Senza entrare nel merito dell’accaduto, l’elicottero di Grosseto è sicuramente sovradimensionato per il territorio Toscano così come quello di Massa Carrara sia per dimensioni che costi. Questa tragedia forse si sarebbe potuta evitare facendo ricorso a mezzi più piccoli in grado di atterrare con più agilità. 

Distribuendo sul territorio mezzi più piccoli ed in numero maggiore si garantirebbe un servizio più efficiente ed efficace.

Perché una base di elisoccorso all’Elba: La presenza di una quarta base consentirà di ridurre il numero di ore di volo da parte delle singole basi poiché si ridurranno di tempi di trasferimento a vantaggio non solo dei costi ma anche dell’efficacia dell’intervento. Se si considera di sostituire gli elicotteri attuali (AW139) di Massa Carrara e di Grosseto con elicotteri di pari potenza ma dai costi più contenuti, diventa consequenziale recuperare notevoli oneri relativi a canoni mensili e costo ore di volo. 

E’ inoltre possibile modificare l’operatività della base di Massa Carrara, chiudendo il servizio notturno attuale della stessa, recuperandone i costi, a favore di una base direttamente posizionata sull’isola d’Elba e attiva per 24 ore. Le statistiche oltre che decennali evidenziano che il servizio notturno in tutta la regione è utilizzato per quasi tutta la sua complessità sull’isola d’Elba e nelle restanti isole dell’Arcipelago Toscano.

Con una base sull’Elba sarebbe possibile garantire: il trasferimento e la centralizzazione in “tempo reale” dei pazienti critici su tutto l’arcipelago, sia per i residenti che per le centinaia di migliaia di turisti che affollano le isole nel periodo estivo; se necessario, agli appassionati di immersioni, il trasporto di pazienti alla camera iperbarica o addirittura trasportarla (del tipo portatile) direttamente nei centri appositamente individuati; al territorio dell’arcipelago, la dislocazione permanente e la rotazione giornaliera H 24 di un servizio di medici anestesisti rianimatori che già compongono l’equipaggio sanitario dell’elicottero;  

la copertura di tutto il territorio dell’isola d’Elba in 5 minuti di volo per qualsiasi intervento primario, utilizzando un elicottero in grado di poter atterrare in qualsiasi tipologia di terreno; la copertura di tutte le isole dell’arcipelago, incluse Capraia e Gorgona, entro i 20 minuti di volo previsti dalla normativa; di essere parte integrante del sistema di emergenza territoriale anche della Costa Etrusca e della Val di Cornia in tempi estremamente rapidi o comunque entro i venti minuti di volo; di avere anche la possibilità di interagire con il sistema di emergenza francese (Corsica) SAMU/Sécurité Civile per soccorsi in mare o altro, sempre in tempi estremamente rapidi.

Noi elbani chiediamo solo che ci venga garantito il diritto alla salute come è costituzionalmente garantito. Sull’emergenza-urgenza molto si è fatto ma molto si può ancora fare. Siamo convinti che una base di elisoccorso sulla nostra isola, che durante l’estate ospita fino a 300mila persone contemporaneamente, sarebbe un’eccellenza per il sistema sanitario regionale. Si può fare. Dobbiamo farlo: è un dovere delle istituzioni che rappresentiamo.

AugurandoTi buon lavoro per il Tuo nuovo incarico, cogliamo l’occasione per porgerTi i nostri più 

Cordiali Saluti".

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