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lunedì 20 febbraio 2017

Cronaca martedì 02 agosto 2016 ore 10:16

Falso rudere, un anno di reclusione agli imputati

​Arriva alla conclusione il primo grado di giudizio il processo per il falso rudere scoperto dalla Forestale, condannati a un anno di reclusione

CAPOLIVERI — Sono trascorsi poco più di 20 mesi da quando il Corpo Forestale dello Stato, in una località del comune di Capoliveri, ha sequestrato un rudere di circa 30 mq. (ed in quel periodo non era stato l’unico) che da lì a poco sarebbe stato trasformato in un fabbricato residenziale di circa 95 mq., a seguito del rilascio del permesso per costruire da parte dell’amministrazione comunale, riguardante il risanamento conservativo, il recupero tipologico e funzionale del rudere, con l’aggiunta dei locali accessori. 

Le indagini espletate dal Comando Stazione del Corpo Forestale dello Stato di Portoferraio avevano portato alla conclusione che il rudere fosse falso, ossia realizzato in tempi recenti, nonostante la pratica edilizia agli atti del Comune riportasse una testimonianza giurata di due persone che attestavano l’esistenza della struttura, ora rudere, utilizzata ad uso abitativo dai proprietari fin dagli anni ’50.

Le indagini in carico al sostituto procuratore Massimo Mannucci, si erano concluse con il rinvio a giudizio di tre persone: per il reato di falso ideologico in atti pubblici. 

Per aver ottenuto i permessi a costruire di un’abitazione in località Gualdo a Capoliveri, recuperando un rudere che in realtà si è verificato essere falso, le condanne sono scattate per la proprietaria dell’immobile Agnese Corsetti e per Giovanni Corsetti e Alessandro Dolera, che hanno testimoniato, in modo falso secondo il giudice, l’esistenza fin dagli anni ’50 del manufatto in passato utilizzato come abitazione. 

Era stato nominato, da parte della Procura della Repubblica di Livorno, anche un consulente tecnico per la verifica degli strumenti urbanistici comunali che avevano portato al rilascio del permesso per costruire.

 Il 15 luglio 2016 il Tribunale di Livorno, sezione distaccata di Portoferraio, ha emesso la sentenza di primo grado, con la quale ha condannato alla pena di un anno di reclusione, oltre al pagamento delle spese processuali, la committente dei lavori ed i due testimoni.

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