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mercoledì 22 febbraio 2017

Cronaca martedì 31 gennaio 2017 ore 08:00

Sequestrato il cantiere di Galenzana

I Carabinieri forestali hanno posto i sigilli al cantiere dell'agriturismo di Galenzana, sequestro conservativo per controllare l'aderenza al progetto

CAMPO NELL'ELBA — Sono arrivati i sigilli per il cantiere di Galenzana. Il caso, rimbalzato ormai da tempo e a più riprese sulle cronache locali, si arricchisce di un risvolto giudiziario dopo che, nel pomeriggio di sabato scorso, i Carabinieri forestali hanno attuato un sequestro conservativo sulla zona dell'agriturismo e sulla via d'accesso finita al centro delle polemiche.

Il nuovo corpo dell'Arma si è mosso dopo le ripetute denunce mosse pubblicamente da Legambiente Arcipelago Toscano al quale sono seguiti, nei giorni scorsi, sopralluoghi accompagnati, oltre che dai volontari dell'associazione, anche dal personale del Parco, chiamato direttamente in causa dal Cigno Verde.

Del caso aveva cominciato ad interessarsi con una certa insistenza anche il commissario prefettizio che regge il comune di Campo nell'Elba, Salvatore Parascandola, che aveva cominciato una ricognizione degli atti relativi a Galenzana negli uffici comunali.

E proprio sul versante comunale si concentreranno le principali attenzioni dei militari: il sequestro è infatti propedeutico ad un'indagine mirata a verificare l'aderenza dei manufatti realizzati in prossimità della spiaggia campese e il progetto presentato ai tecnici comunali per l'adeguamento dell'agriturismo. Un progetto che, in linea di massima, prevedeva la conversione di cinque strutture a bilocali ad uso turistico.

Una verifica che tuttavia non si fermerà ai confini del comune ma coinvolgerà anche Regione e Pnat. La Regione ha infatti rilasciato la Valutazione d'Incidenza Ambientale autorizzando di fatto il progetto così come presentato. Dovrà essere chiarito anche il procedimento che avrebbe dovuto coinvolgere il Parco stante l'aderenza di una parte della via d'accesso ai confini della riserva naturale.

"La parte sequestrata - commenta a caldo Franca Zanichelli, direttrice del Pnat - è fuori dal Parco e fuori dalla zona ZPS, per questo la segnalazione che ha dato avvio alle attività è partita da Legambiente. Noi seguiremo certamente la vicenda e vedremo di capire se la Regione avrebbe dovuto coinvolgerci o meno".

La direzione dei lavori, in una recente intervista a QuinewsElba, aveva affermato l'esigenza di allargamento della strada per ragioni di sicurezza sia della struttura che degli operai coinvolti nei lavori e aveva rivendicato la correttezza del procedimento amministrativo relativo alle autorizzazioni urbanistiche ricevute dal Comune.

Luca Lunedì
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