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lunedì 20 novembre 2017

Politica sabato 28 gennaio 2017 ore 17:42

Rinascita Campese attacca Lambardi

L'associazione che contribuì all'elezione dell'ex sindaco e che portò 4 consiglieri in maggioranza entra a gamba tesa sull'ex sindaco

CAMPO NELL'ELBA — Non si sono fatte attendere a lungo le prime reazioni alla nuova discesa in campo della lista Punto e a Capo e, con la nota appena diffusa, la campagna elettorale a Campo nell'Elba diventa subito vivace.

A sferrare il colpo sono gli ex alleati di Rinascita Campese che, insieme a Punto e a Capo, contribuirono a portare Lorenzo Lambardi alla guida del Comune, esprimendo quattro consiglieri (Roselba Danesi, Emanuele Mazzei, Eleonora Scotto di Santolo e Sergio Spinetti) e il vice sindaco Giancarlo Galli.

Un'unione che entrò in crisi quando i consiglieri lasciarono l'associazione per contrasti interni continuando a sostenere la giunta Lambardi e che divenne definitiva quando lo stesso sindaco sostituì Galli con De Rosas nel ruolo di vice.

"Niente da dire sul diritto di fare una lista per le prossime elezioni - commentano da Rinascita Campese - ma ci corre l’obbligo di dissentire sulle fantomatiche asserzioni e motivazioni che hanno accompagnato l’evento. Ammettere i propri errori è sicuramente apprezzabile, un po' meno quello di attribuire ad altri le gravi responsabilità assunte durate la gestione del mandato". 

Dice Lambardi che non entrerà nella dialettica dei traditori o degli attacchi personali. A questo punto dobbiamo ricordare allo smemorato Lambardi che, in spregio agli accordi presi con la nostra associazione, in combutta con i quattro fuoriusciti, attuò un rimpasto con l’esclusione dell’unico rappresentante rimasto di Rinascita Campese, il vicesindaco Galli, amministrando (si fa per dire) di conseguenza senza nessun componente che ci rappresentasse. 

Se i fuoriusciti di Rinascita, accolti a braccia aperte con un patto scellerato, sono stati dei traditori, eventualmente lo furono principalmente nei riguardi dell’associazione cui avevano liberamente aderito e nondimeno l’appellativo potrebbe valere anche per la componente rappresentata da Punto e a Capo. 

In contrasto con quanto asserito nelle citate dichiarazioni - concludono dall'associazione - noi riteniamo che parlare di tradimento sia fuorviante: siamo consapevoli, piuttosto, che persone inesperte e di scarso acume politico, siano state facilmente manovrate.

Riteniamo inoltre che chi ha fatto parte di quella disastrosa esperienza non sia qualificato a rappresentare, e sicuramente non rappresenta, la maggioranza dei campesi".

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