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martedì 31 maggio 2016

Cronaca venerdì 05 febbraio 2016 ore 12:51

Maxi sequestro: droga e un fucile da guerra

Operazione dei Carabinieri a Marina di Campo: nascosti nel muro c'erano 12 kg di droga e un'arma. Due arrestati e un denunciato a piede libero

CAMPO NELL'ELBA — E' un vero sodalizio criminale quello scoperto dai Carabinieri elbani con un'operazione che ha portato al rinvenimento di uno dei più grandi quantitativi di droga degli ultimi anni e all'arresto di due persone, più un denunciato a piede libero.

12 chili fra hashish e marijuana, dal valore su piazza di oltre 60mila euro, divisi in 6 panetti da un chilo e il resto in panetti ad mezzo chilo, la maggior parte abilmente nascosti nell'intercapedine che divideva due case e insieme alla droga anche un fucile da guerra, perfettamente funzionante accompagnato da quattro caricatori vuoti.

Un maxi sequestro effettuato nel centro di Marina di Campo e che ha visto scattare le manette per Enrico Calcagno, 30enne operaio al momento disoccupato, e per Gabriello Mattera, 39enne meccanico molto conosciuto nella comunità campese, entrambi con legami familiari con l'area campana.

Sono loro i componenti di quella che agli occhi dei militari dell'aliquota operativa dei Carabinieri di Portoferraio ha tutti i contorni di una vera organizzazione criminale. Parole scelte non a caso dal comandante della stazione elbana, il tenente Antimo Ventrone che questa mattina ha presentato il risultato dell'operazione insieme al tenente Ezio Mazza.

Un blitz che ha impegnato una ventina di Carabinieri, sia di Portoferraio che della stazione di Campo nell'Elba, aiutati da due unità cinofile della compagnia di Firenze. E' stato proprio uno dei pastori tedeschi dell'arma a puntare dritto verso quel muro nella casa di Calcagno dove era nascosta la gran parte della droga e il fucile. Il resto degli stupefacenti, due panetti da 250 grammi ciascuno, sono stati rinvenuti nell'officina di Mattera.

Per Calcagno si sono aperte le porte del carcere di Porto Azzurro mentre Mattera verrà probabilmente rinchiuso agli arresti domiciliari. L'imputazione che pende sulle loro teste è quella di detenzione ai fini di spaccio (insieme alla droga c'era tutto l'occorrente per la divisione in dosi e la distribuzione) e detenzione illegale di arma da guerra. Proprio quest'ultima ipotesi è quella più grave, che comporta da sola la pena di 8 anni di reclusione, e che ha allarmato gli inquirenti. 

Le indagini, coordinate dal pubblico ministero Petralia, infatti ora dovranno stabilire se l'arma abbia sparato di recente e se corrisponda con armi della stessa fattura ricercate per reati precedenti. Per questo è stata consegnata al reparto scientifico per gli esami balistici.

"Le modalità di stoccaggio degli stupefacenti - commenta il comandante Ventrone - e l'ingente quantità fanno escludere l'improvvisazione: si tratta di soggetti di primo piano, già con precedenti specifici e che sapevano quello che facevano. L'operazione arriva al termine di un'intensa attività di controllo del territorio con molte energie impegnate nei pedinamenti e nell'attività investigativa".

"Ora le indagini - spiega Mazza - si concentreranno sui canali di approvvigionamento: una quantità così grande indica un sistema radicato e i nostri accertamenti sui soggetti e sulle loro attività ci faranno capire come la droga è entrata e da dove arriva".

Altri soggetti sono finiti sotto la lente d'ingrandimento dei militari: 4 altre perquisizioni sono state effettuate nell'area campese e 2 a Portoferraio. L'operazione antidroga dei Carabinieri si è infatti spostata poi sul versante del capoluogo e qui, nella casa di un 34enne operaio di Portoferraio. considerato vicino ma forse non associata ai due campesi, sono stati trovati 20 grammi di eroina.

Anche per lui esistono precedenti specifici per reati legati allo spaccio di droga. 

Luca Lunedì
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