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martedì 21 febbraio 2017

Attualità mercoledì 18 gennaio 2017 ore 17:49

Legambiente risponde a Albarello

L’associazione ambientalista replica all'intervista concessa dal direttore dei lavori di Galenzana: "Sbaglia, il sentiero è il confine del Parco"

CAMPO NELL'ELBA — "Leggiamo con piacere la risposta dell’architetto Albarello, sulla realizzazione della ripidissima autostrada che porta dal Formicaio a Galenzana, finalmente qualcuno si è degnato di spiegare qualcosa, non a Legambiente, ma ai cittadini di Marina di Campo e ai residenti che si sono visti passare davanti casa loro mezzi pesanti che hanno proceduto a aprire una strada carrabile dove, come dice lo stesso architetto, c’era un sentiero".

Comincia così la risposta di Legambiente Arcipelago Toscano all'intervista concessa dall'architetto Emanuele Albarello, direttore dei lavori di ristrutturazione dell'agriturismo di Galenzana.

"Ma non riusciamo a capire come l’architetto lavori possa dire che la strada di accesso non è nel Parco, non vorremmo si riferisse alla stessa cartografia fatta circolare dallo stesso Parco Nazionale dell’Arcipelago Toscano che, prendendo un clamoroso abbaglio, indicava un altro percorso.

Basta guardare la cartografia allegata al Piano del Parco per capire che il primo tratto del sentiero trasformato in strada percorre, per alcune decine di metri il confine del Pnat e che un suo ampliamento, che ha comportato sbancamenti con mezzi pesanti, interventi sulla vegetazione, ammassamento di rocce e terra, è in parte avvenuto necessariamente a scapito del territorio del Parco che asserisce di non aver concesso nessun nulla-osta".

Il Cigno Verde poi continua: "Non si capisce quindi da quali carte si vedrebbe chiaramente che la nuova strada - realizzata con una Scia come adeguamento della sentieristica esistente - si sarebbe fermata prima del punto in cui il sentiero arriva al confine del Parco, visto che la parte iniziale dove passava il sentiero è il confine del Parco". 

"Quanto ai problemi di accesso all’agriturismo, facciamo sommessamente rilevare che quando è stato acquisito si sapeva benissimo quale fosse il tipo di accesso consentito e che non si capisce perché il paesaggio e la comunità debbano sopportare lo sfregio di un bene comune e quello che, al di là dei permessi o meno, resta uno scempio ambientale che nessuno aveva mai permesso prima a Galenzana, nonostante ci si fosse provato per una cinquantina di anni, il tutto per soddisfare le esigenze di interessi e comfort privati".

"Quanto alle strade di Galenzana - continua la nota - noi chiediamo che si riapra un sentiero pubblico costiero che è stato chiuso per non far passare nessuno di fronte a una ex fornace, prima trasformata impropriamente in mini-appartamento e ora più che raddoppiata in volume e della quale si vuole tutelare la privacy. 

Un sentiero che si diceva non essere nemmeno cartografato, ma che è presente sulle mappe e le foto storiche e che ora scopriamo ben segnato anche sulle stesse cartografie del Comune di Campo nell’Elba. Questa volta però la strada è stata chiusa, e non aperto, per tutelare interessi privati, mentre si altrove si sfondano sentieri vicinali, passando anche su terreni altrui.

Quanto agli asseriti controlli sul tratto iniziale della nuova strada da parte delle autorità competenti, ci permettiamo di dubitare, visto che chi avrebbe dovuto controllare era convinto che la strada iniziasse da tutt’altra parte, come dimostrano le due cartografie diffuse dl Parco Nazionale".

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