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venerdì 21 luglio 2017

PAROLE IN VIAGGIO — il Blog di Tito Barbini

Tito Barbini

In primo piano per decenni, nella politica italiana, all’improvviso non ne senti parlare più. Chiedi e nessuno sa darti notizie. Poi scopri che ha fatto una cosa che molti vorrebbero fare, ma sognano soltanto: dare lo stop alla vita di sempre e partire. Tito Barbini, classe 1945, sindaco di Cortona a 24 anni, poi presidente della Provincia di Arezzo, infine per 15 anni assessore regionale prima all’Urbanistica e poi all’Agricoltura, amico personale di Francois Mitterand. Si mette dietro le spalle tutto questo e intraprende un viaggio lungo cento giorni, che lo porta dalla Patagonia all’Alaska. Cento giorni a piedi e in corriera, per bagaglio uno zaino. Da allora attraversa confini remoti e racconta i suoi viaggi e i suoi incontri nei libri. E’ ormai, a tempo pieno, scrittore di viaggi. Più di dieci libri, non solo geografia fisica, paesaggi e luoghi, ma geografia della mente. In Patagonia o nel Tibet, un mondo altro, fatto di dolori, speranze, delusioni. Nel 2016 è uscito il libro "Quell’idea che ci era sembrata così bella - Da Berlinguer a Renzi, il lungo viaggio"

Non posso crederci

di Tito Barbini - venerdì 14 luglio 2017 ore 16:41

Dovevo passare i settant'anni per vedere una cosa simile e proprio nella mia Cortona. Uso questo pronome possessivo "mia" per dare il senso della mia vita nella città dove sono nato e dove è avvenuta la mia formazione politica. La città di cui sono stato sindaco per dieci anni, una città che amo e che porto dentro il mio cuore. 

Ho scritto molto di questa esperienza di Sindaco. Senz’altro la più bella della mia vita. Di questo devo ringraziare i miei concittadini per l’aiuto che mi hanno dato e per la vicinanza politica che mi ha consegnato i numeri per una maggioranza di governo. Ebbene oggi il mio cuore ha avuto un colpo durissimo. 

Una manifestazione, in una piccola frazione, dove, con la regia di alcuni consiglieri comunali di destra o di ispirazione salviniana, si è dato vita a una squallida protesta contro l'accoglienza di 23 rifugiati in una struttura organizzata per accoglierli. Forse un centinaio di persone lungo la strada nazionale con tanto di striscioni anti immigrati. Non voglio assolutamente sapere se le donne e gli uomini della frazione, pochi o tanti che hanno partecipato, siano stati strumentalizzati, non mi interessa, sono senza scusanti e non dovevano mettere le loro assurde paure ed egoismi al servizio di alcuni razzisti e xenofobi. 

Cortona non si merita questo oltraggio, è stata da sempre aperta e tollerante verso tutte le culture e religioni. Mai sono avvenuti episodi di discriminazione e chiusura verso il diverso. Intendo il diverso da noi, che può solo arricchirci. Una città che, grazie agli ospiti stranieri e non solo ha conosciuto uno straordinario sviluppo economico, culturale e civile. Questi sono ospiti speciali a cui dobbiamo tendere la mano. Fuggono dalla guerra e dalla fame è un nostro dovere accoglierli e un dovere delle istituzioni fare in modo che avvenga nel modo migliore. Ho chiesto subito a Francesca Basanieri, la brava sindaca, di organizzare una festa dell'accoglienza dove andremo tutti e sarà quella una risposta. Intanto lasciatemi la mia tristezza e il mio sconforto, no, non posso crederci che questo avvenga a Cortona. Vergognatevi.

Tito Barbini

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