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martedì 17 ottobre 2017

mercoledì 02 agosto 2017 ore 10:38

Tarta Federica, tutto pronto per la schiusa

Il nido della Tartaruga Federica

Turni anche di notte affidati a volontari ed esperti per proteggere il nido. Già creato anche il corridoio a mare per facilitare i tartarughini

CAMPO NELL'ELBA — E’ tutto pronto per la nascita delle tartarughe marine dalle uova che un grosso esemplare adulto di tartaruga marina Caretta caretta - ormai ribattezzata Federica - ha depositato, nel giugno scorso, sulla spiaggia di Marina di Campo, proprio tra gli ombrelloni dei bagni da Sergio e Paglicce. Nursery-corridoio per aiutare i tartarughini a raggiungere il mare: approntata. Nido: accudito e monitorato con continuità. E adesso, con l'inizio di agosto, arrivano anche i turni di sorveglianza di notte.

Tutto secondo le disposizioni giunte da Centro per la biodiversità della Regione Toscana, Arpat e università di Siena, mentre per parte loro l’Acquario dell’Elba e il Comune di Campo nell’Elba hanno provveduto a porre un cartello esplicativo su questo eccezionale evento naturale. Nei prossimi giorni il Parco nazionale dovrebbe fornire volantini per informare turisti e campesi e ospiterà gli esperti che affiancheranno i volontari di Legambiente, a partire dai biologi di Tartamare.

Adesso non rimane che attendere la schiusa per questo nido che è quello di una Caretta caretta più a nord in Italia e nel Mediterraneo che si conosca, con tutto il rilievo scientifico che questo implica. La sorveglianza notturna è affidata ai volontari. "Il primo turno - fa sapere Legambiente Arcipleago Toscano in una nota - è stato svolto dagli scout della Compagnia Nyiragongo del Corpo nazionale giovani esploratori ed esploratrici Italiani (Cngei) di Pisa".

"Anche il secondo turno sarà coperto da un altro gruppo di scout – spiega Isa Tonso, responsabile di Legambiente per i volontari per le tartarughe – mentre nel giorno che riteniamo più delicato, quello della festa patronale, a presidiare il nido sarà la Protezione civile. I volontari saranno riconoscibili perché indossano pettorine con il cigno verde di Legambiente". I turni sono quasi tutti coperti, bisognerà solo vedere quando le tartarughine si decideranno ad uscire dal nido. L’attesa è trepidante.

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